Inchiesta Mare Jonio: entriamo nel merito

In queste ore la Procura di Ragusa ha aperto un’inchiesta per fare luce sui rapporti tra la società Idra social shipping, armatrice della nave Mare Jonio e la compagnia danese Maersk Tankers, armatrice della petroliera Maersk Etienne.

Si ipotizzano i reati: favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e violazione alle norme del codice della navigazione.

Al centro delle indagini vi è il trasferimento avvenuto nelle acque del mediterraneo l’11 settembre 2020, di 27 immigrati clandestini dalla nave danese a quella italiana, rimasti “naufraghi” 38 giorni prima.

In particolare si parla della possibilità di un accordo economico tra gli amministratori delle due società. Nel mese di ottobre 2020 c’è stato un bonifico di 125.000,00 euro a favore della società italiana, che ha giustificato detta somma quale “attività professionale rientrante tra le prestazioni che il personale professionale alle dipendenze di “Idra” (marinai e tecnici) svolge per conto dell’armatore” ma che, per la Procura, si tratta di una somma pagata solo per il trasporto dei clandestini, poi fatti sbarcare in Sicilia a Porto Empedocle.

Ci sono state perquisizioni a Trieste, Venezia, Palermo, Bologna, Lapedona (FM), Mazara Del Vallo (TP), Montedinove (Ap) e Augusta (SR).

Quattro persone risultano indagate: Luca Casarini, il capo missione del salvataggio Beppe Caccia, ex assessore a Venezia nella giunta Cacciari (il sindaco “filosofo” ospite fisso in TV), il regista ed ex consigliere regionale triestino Alessandro Metz e il comandante Pietro Marrone.

Dall’inizio del 2021 sono stati 5.033 i clandestini approdati sulle coste italiane, contro i 2.359 del 2020 e i 269 del 2019.

La veritá che emerge alla luce di questi fatti é quella di un vero e proprio traffico di esseri umani, una sorta di tratta degli schiavi del nuovo millennio in cui i protagonisti non sono truci negreri ma sorridenti attivisti arcobaleno, con la bocca piena di belle parole e buoni propositi, che in realtá non fanno altro che alimentare il circuito del capitale, in nome di un mercato sempre alla ricerca di nuovi schiavi sottopagati, precari, ricattabili, invisibili.

La nave Mare Jonio, tra l’altro, è stata la medesima in cui il consigliere comunale Donatella Albini, della giunta targata PD di Emilio Del Bono, ha “prestato soccorso” nell’estate del 2019 favorendo il “recupero” di clandestini. Da qui la nostra opera artistica, denominandola “assessore all’invasione”.

 

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